Karma: diffidare dal destino

Ogni volta che si parla di Karma (o kharma come viene scritto in alcune culture) vengono in mente alcune immagini tipiche.

Ufficialmente riconosciuta come la legge di causa-effetto spesso riporta alla mente concetti del tipo:

  • Dare – avere
  • Otteniamo ciò che meritiamo
  • La vendetta si ripercuote sul vendicatore

Ma sarà vero? A prima vista, almeno secondo me, questa non sembra essere tanto la legge del karma, ma la legge del taglione. Forse c’è qualcosa di più, molto di più.

Karma
Le domande da porsi sono dunque:

  • Cosa significa veramente il Karma?
  • Quali prove (se esistono) ci sono a supporto dell’esistenza di questa legge?
  • Come (e quanto) influenza il Destino?

Iniziamo dalla prima domanda.

Karma: qual è il suo vero significato?

C’è da comprendere prima di tutto che il Karma è molto più del dare/avere.

Il Karma non è un giudice che assegna punizioni o ricompense, non fa favoritisimi, non predestina niente e nessuno.

La causa della nostra vita siamo solo noi stessi, quello che fa il karma è regolarne gli effetti con un perfetto equilibrio.

Ecco cos’è.

Il karma è giustizia

Letteralmente significa azione, per quanto mi riguarda considerata come l’azione delle leggi universali intrecciata alle nostre nella direzione di ciò che io chiamo la sacra amonia, lontano dai concetti di premio e punizione. Il karma è molto di più si, il karma è giustizia.

Per alcuni è un concetto così astratto che possono essere utili le parole del Dalai Lama

Ma di cosa si tratta? Esistono prove a supporto? Quanto e come sta influenzando il tuo destino?

Quali prove esistono (se esistono) a supporto dell’esistenza di questa legge?

Iniziamo con il dire che il concetto di Karma è indissolubile da quello di reincarnazione: se la nostra esperienza finisce nel momento della morte fisica, allora non esiste il requisito principale.

Specifichiamo poi il concetto di prove, magari scientifiche, quindi con il requisito fondamentale di qualcosa che possa essere replicato.

In questo caso sarebbe come dire: faccio morire una persona e vedo come rinasce, poi un’altra e un’altra ancora…

E’ un’estremizzazione del concetto, lo so, ma la faccio perché invece di prove, in questo caso, preferisco parlare di evidenze.

ReincarnazioneCosa succede dopo la morte?

La verità è che nessuno lo sa veramente, dovremmo avere coscienza di cosa accade quando il nostro cuore smette di battere. Possiamo fare delle ipotesi, cercare delle prove.

Sembrano esistere grosse evidenze che ci permettono di pensare, con buona causa, che probabilmente non finisce tutto lì…

  • Sempre più frequenti e precise sono le prove dell’NDE (Near Death Experience): esperienze di pre morte in cui le persone entrano in altre dimensioni raccontando al loro ritorno episodi (verificabili) accaduti in altri luoghi mentre loro erano in stato di coma
  • Sempre maggiori sono le testimonianze (verificate) che riguardano  ricordi di vite precedenti; testimonianze filtrate da ogni ragionevole dubbio e confermate da ricerche a posteriori (la tv satellitare Sky ha mandato in onda anche una serie televisiva che parla proprio di questi casi,  “Ho paura di mio figlio”)
  • Ian Stevenson, psichiatra statunitense, ha dedicato la sua vita al concetto di reincarnazione, trovando prove documentali (referti medici e simili) che confermano la possibilità, piuttosto consistente, che non tutto finisce nel momento in cui smettiamo di respirare

Certo, nessuno può saperlo con certezza assoluta, ma personalmente ritengo tutte queste evidenze (e il lavoro di Stevenson molto ben fatto, soprattutto per il grande filtro che ha messo alle sue ricerche, scartando ogni possibile piccola causa interferenziale) molto più che semplici indizi.

Dunque la risposta alla domanda – “esistono prove a supporto di questa legge? – è: esistono prove circostanziali, anche ben documentate e piuttosto voluminose, che sembrerebbero confermare la possibilità della reincarnazione che, come abbiamo visto, è indissolubilmente collegata al concetto di Karma.

Come e quanto influenza il destino?

Molte persone pensano che non ci sia nulla da fare per modificare il proprio Karma. Se abbiamo la “sfortuna” di nascere con un Karma negativo tutta la nostra vita sarà segnata. Per non parlare poi, se decidiamo di approfondire, dell’altro fardello che sembra che ci portiamo dietro: il Karma dei nostri Antenati.

Ma se fosse veramente così, mi chiedo, che senso avrebbe continuare a cercare di cambiare la propria situazione di vita?

La realtà è ben diversa, dire “questo è il mio karma” sarebbe come rinunciare alla costruzione del proprio destino. Per questo quando qualcuno mi dice: “questo è il mio destino“… sta dicendo qualcosa di molto pericoloso che, oltre a bloccarlo, potrebbe essere una “buona scusa, una buona autogiustificazione”. Impariamo a diffidare da un destino preconcetto e precostruito.

Ricordiamoci la parola chiave, ecco cos’è il Karma: il Karma è giustizia.

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