Oggi voglio offrirti una lettura particolare di 3 storie (4 con la tua) che in qualche modo si incrociano.
Cosa hanno in comune Mourinho, Alfredo e Lippi? (conosci anche tu Alfredo)
Ma soprattutto, cosa hanno in comune con te?
Josè Mourinho
Probabilmente a fine anno lascerà l’Inter.
Quest’anno, nel momento in cui scrivo, ha la possibilità di centrare la “tripletta”: campionato, coppa Italia e Champions League.
Perchè mai un uomo di successo, alla guida di una squadra di successo, dovrebbe decidere di cambiare aria? (leggi in basso).
Marcello Lippi
Ha portato alla Nazionale Italiana il quarto titolo mondiale nel 2006.
La Nazionale veniva da una situazione psicologica non ottimale (a causa delle vicende di calciopoli scoppiate proprio qualche giorno prima del mondiale stesso). Inoltre il tasso tecnico dei giocatori italiani, per stessa ammissione dei leader, non era superiore a quello di altre squadre.
L’Italia vinse il mondiale e i giocatori dichiararono: “Lippi è un grande allenatore ma, prima di tutto, è stato un ottimo psicologo“.
Alfredo
Alfredo è un mio amico, ma sicuramente anche tu conosci un Alfredo nella tua vita.
Ha provato a mettere su dei progetti importanti. E’ partito entusiasta, poi ha incontrato delle difficoltà.
Ha provato per un pò, poi alla fine ha mollato.
Quale filo conduttore? Quale elemento comune?
Tutte queste storie (compresa probabilmente la tua) hanno un solo comune denominatore e questo minimo comune denominatore ha un solo nome: stimoli.
Quanto sono importanti gli stimoli?
- Mourinho: probabilmente cambierà aria per “mancanza di stimoli” dovuti a ripetuti successi. In questo caso si chiama: mancanza di stimoli da appagamento.
- Marcello Lippi: come ha fatto a motivare una intera squadra facendogli superare uno dei momenti più brutti del calcio italiano degli ultimi tempi e portandoli alla vittoria del mondiale di calcio? Avrà usato solo “belle parole” o avrà utilizzato leve specifiche? (tu che dici?)
- Alfredo è invece incappato nel ciclo vizioso degli stimoli. Ha perso la motivazione a causa delle difficoltà e della distanza dal risultato.
Con chi ti identifichi in questo momento?
Gli stimoli sono il motore
Senza gli stimoli Mourinho sarebbe ugualmente un buon allenatore, ma non un allenatore eccellente. Senza gli stimoli giusti Lippi non avrebbe mai portato l’Italia alla vittoria del mondiale, senza gli stimoli Alfredo.. alla fine ha mollato.
Gli stimoli sono l’argomento principe di “Adrenalina 120%: Motiva te stesso e gli altri in ogni ocasione“, perchè il problema non è “non averli” ma il non saperli recuperare
Fortunatamente alcune discipline che riguardano l’eccellenza umana, come la Programmazione Neuro Linguistica, ci hanno aiutato oggi a prendere i comportamenti dell’eccellenza e poterne creare modelli replicabili. Gli stimoli si possono ritrovare, in qualsiasi momento.
Si può imparare a motivare sè stessi e gli altri in ogni momento.
A volte mi dicono: non sempre basta la motivazione.
E’ vero, ma è uno degli ingredienti principali della formula del successo (qualsiasi sia il tuo concetto di successo).
Motivazione bassa: dubbi, incertezze, perplessità, scarsa propensione al problem solving, perdita del senso di direzione e dello scopo.
Motivazione alta: propensione al problem solving, azioni efficaci, forza e capacità di immaginare alternative, risultati performanti, grande senso di direzione, missione personale e scopo.
La mancanza di motivazione uccide qualsiasi obiettivo.
Come vanno i tuoi stimoli?
Utilizzando le leve giuste, come spiego in “Adrenalina 120% – Motiva te stesso e gli altri in ogni occasione“, si può imparare ad avere una riserva costante e sempre disponibile di motivazione personale. Si può imparare a motivare gli altri in ogni occasione (“basta” saper entrare nel loro modello di realtà).
Cosa sei riuscito/a a fare quando sei stato motivato/a?
E cosa invece non ti è riuscito quando non lo sei stato?
Ma soprattutto: cosa vorresti riuscire a fare e a non fare nel prossimo futuro?
A te la scelta. Gli strumenti ci sono, quelli dei professionisti. Basta saperli cogliere, e replicare.
A te la scelta. Basta decidere di lavorare su sè stessi invece che delegare le cause degli eventuali insuccessi alle condizioni esterne, agli eventi sfavorevoli, alle persone inaffidabili.
Questo significa riprendere il controllo.
Per il tuo successo.
C’è un modo diverso di vedere le cose.
Sali al tuo livello superiore.
Crea la vita come tu la vuoi.
Più che puoi, sempre.
A presto,
Italo Pentimalli
Risorsa consigliata: Adrenalina 120% – Motiva te stesso e gli altri in ogni occasione
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