Sociale - Archivio

Haiti: 2 modi per aiutare

Non mi dilungo su ciò che è accaduto, sai già tutto.

In questi casi i modi per aiutare, da persone etiche e piùchepuoi come diremmo noi, dando il proprio contributo sono tanti (non conta la grandezza dell’aiuto e non voglio entrare nella sfera personale, ognuno in questi casi si muove come meglio ritiene opportuno e in linea con le sue possibilità,  ma secondo me è importante anche ad un livello “più alto” lanciare un messaggio comune: “io ci sono“).

Io ti segnalo 2 modi per farlo, visto che sono 2 possibilità che arrivano da persone che conosciamo (Miguel, iscritto a PiùChePuoi e che ho avuto modo di conoscere personalmente) e Adele Falcetta (avvocato civilista esperto in adozioni internazionali, esperta di PiùChePuoi).

- Padre Antonio Menegon referente dell’unico Ospedale rimasto in piedi a Port au Prince, facente capo alla Missione Camilliana di Haiti (CLICCA QUI PER SCARICARE L’ULTIMA LETTERA DI PADRE ANTONIO MENEGON)

- Adozione internazionale: e se adottassimo un bambino di Haiti?

Nota: viste le tante domande ricevute via mail Adele ha scritto un secondo articolo per rispondere alla più comune: Approfondimenti sul rischio giuridico.

Se hai altre iniziative da segnalare, qualcosa da dire o informazioni particolari lascia un commento qui sotto, in modo che possano leggerlo tutte le persone.

Grazie,
Italo Pentimalli

Parole Chiave: , , ,

Quello che diamo agli altri

Senza parole…

Parole Chiave: , , , ,

L’abbraccio di Rosanna

Ricevo da una nostra amica e pubblico con l’invito a tutti voi di trovare 1 minuto del vostro tempo (solo 1, basta) per fare la vostra parte:

———————————————————————————

L’abbraccio di Rosanna

 

Sono la prof di sostegno di Rosanna, una piccola dolcissima bambina down di undici anni iscritta in prima media. Tutte le mattine mi vola tra le braccia e ci “ricarichiamo” a vicenda.

 

 E’ cambiato tutto per lei: la scuola, gli insegnanti, gli amici, la misura dei banchi, il luogo in cui si va al bagno, i quadretti appesi ai muri, il colore delle pareti. Inoltre la scuola media è più astratta , i contatti con le persone più distanti.

 

 E’ entrata in questo cavolo di mondo degli adulti, che non piace a nessuno, né piccoli né grandi eppure si perpetua come autocreazione o per inerzia.

Come fare a spiegare a Rosanna che i suoi bellissimi abbracci avvolgenti come copertine vanno diradati perché lei cresce?Come fare a dire a Rosanna che le sue spontanee battute sagaci “interrompono” la  lezione? Come fare a “disciplinare” una bambina legata al calore delle proprie emozioni, capace di “scongelare” chiunque con una carezza soffice?

 

Rosanna è una bambina felicemente down, grazie ad una straordinaria famiglia che l’ama e favorisce le sue relazioni amichevoli e sociali. E come si fa a non amarla? A scuola è bastato presentarla a colleghi, collaboratori, personale di segreteria e preside perché negli occhi di tutti si accendesse la tenerezza. E’ la magia dell’abbraccio di Rosanna. Però non tutti l’amano.

 

 Il  Ministero della Pubblica Istruzione, per esempio, non l’ama. Le ha tolto 18 ore di sostegno per dargliene solo 9 alla settimana. Intanto i professori curriculari fanno miracoli seguendo Rosanna e classe di 20 vivacissimi alunni.

Però Rosanna impara solo se ha qualcuno per sé, che le presti attenzione: giocosa ,continua, solidale, affettuosa ed ha il  bisogno impellente di essere “traghettata” nella scuola media. Il termine “taglio” coniato ultimamente nella politica scolastica e non, rende bene l’idea: si prende un bel paio di forbici e si amputa la vita, già difficile, dei bambini diversabili, piccoli angeli disarmati di fronte ad una società troppo complicata per loro.

 

Così Rosanna, durante la mattinata, se non ha qualcuno per sé, piange, si arrotola i capelli tra le dita e se li strappa.(lo farei anch’io).

 

E io non posso farci niente? Grazie a Dio ci ha pensato Elisa, mamma di Rosanna , varando una petizione sul sito http://petizioni.tiscali.it/bastaaitaglisulsostegno   .

 

Vi prego: firmate e diffondete, quello sui bambini diversabili è un taglio che “non s’ha da fare”.

Altrimenti non ci resterà altra soluzione che portare Rosanna  a Roma ad abbracciare (e a scongelare) il ministro Gelmini da parte di tutti i bambini diversabili d’Italia.

 

 

Olimpia Riccio

 

Parole Chiave: ,

FERMIAMOLI!

Ho ricevuto l’altro ieri una mail di Patrizia Salvini che mi segnalava la presenza di una petizione online…ancora esistono questi orrori: mutilazione genitale femminile, pratica comune in alcuni territori soprattutto nell’area africana.

C’è un video che potete vedere, ma che vi sconsiglio caldamente se siete anche un attimino sensibili, non guardatelo e fidatevi, è una cosa indicibile.

La petizione è in inglese, per questo Pat si è impegnata a tradurla per noi in modo che ognuno possa capirla.

Per firmare la petizione basta cliccare sulla destra (Yes, I Want to sign the petition), io e Pat l’abbiamo già fatto.
Servirà a qualcosa? Non lo so sinceramente, ma so con sicurezza che zitti non possiamo stare.

Questo è il sito: http://www.respect-ev.org

E questa qui sotto è la traduzione della petizione:

A: Mr. Louis Michel, Commissione europea per lo sviluppo e l’aiuto umanitario.
A: Ministri della cooperazione e sviluppo delle nazioni delleunione.

Come cittadini e come organizzazioni vogliamo esprimere la nostra opposizione alla mutilazione genitale femminile. Più di 3 milioni di ragazze ogni anni soffrono per questa ignominia, e più di 150 milioni di donne vivono poi con gli effetti di questa mutilazione per tutta la vita. Le conseguenze fisiche e psicologiche di questa violenza rappresentano una gravissima invasione della loro integrità e della loro dignità.
Noi vorremmo che questa petizione diventasse un argomento prioritario. Vorremmo che voi mettiate in atto più sforzi possibili per informare e educare in modo da raggiungere la scomparsa di questa violenza a tutti i livelli, sia nazionali che europei.

Noi supportiamo la proposta di Respect-ev di combattere questa calamità e più specificatamente:
1.        Far si che l’Europa diventi una regione con zero tolleranza per la mutilazione genitale femminile, attraverso leggi chiare e inequivocabili per eliminare questa pratica.
2.        Aiutare le nazioni Africane solo se loro aiuteranno a sconfiggere e rendere illegale questa violenza.
3.        Inserire questo argomento nell’agenda della conferenza delle nazioni africane
4.        Finanziare le organizzazioni che lavorano in europa e in africa contro questa violenza
5.        Organizzare o finanziare importanti campagne ed azioni per educare e informare le persone al riguardo.
6.        Valutare la mutilazione come una ragione per riconoscere lo stato di rifugiato.

Noi apprezziamo la tua comprensione e considerazione e ti chiediamo con molto rispetto di considerare la nostra petizione (ndt nota del traduttore: chiedendoti di ciccare YES I WANT TO SIGN THE PETITION che trovi in alto a sinistra, dove ti chiederanno esclusivamente nome ed e-mail affinché la tua firma abbia valore per questa importante petizione umana)

Questa petizione sarà pubblicata, come lettera aperta, in diversi giornali europei nella quinta giornata mondiale per la tolleranza zero nei confronti della mutilazione genitale femminile.

Parole Chiave: ,

Fermati un secondo…

Ciao a tutti,
ho ricevuto questa segnalazione da parte di Giacomo Zeni (autore della Rubrica Mercato, Globalizzazione e Società) che pubblico volentieri sicuro che otterrà l’attenzione che merita.

Grazie a tutti.

——————————————————————————————————-
Fermati un secondo…

Ho conosciuto Carlo tramite il suo sito quando ero alla ricerca di qualcuno che mi potesse aiutare avendo una persona molto cara colpita da una malattia rara: il Morbo di Still o Still dell’adulto. Da lui ho ricevuto tanta solidarietà, consigli e amicizia. E’ proprio per questo motivo che mi sento di rubare qualche minuto del vostro tempo. Quando avrete un secondo di tempo dedicate a Carlo e alla sua Associazione pochi minuti, Informatevi e, se potete, aiutateci.

L’Associazione Francesca Messina opera per quelle persone malate che statisticamente non esistono perchè affette, appunto, da malattie talmente rare che non fanno statistica. Ma non solo, tali malattie non attirano nemmeno gli investimenti e la ricerca langue.

Credo in Carlo e nella sua associazione perchè nata da un dolore immenso e dalla voglia di aiutare persone bisognose. Per qualsiasi informazione qui sotto potrete trovare gli indirizzi utili.

Grazie di cuore per il tempo che mi hai dedicato.

Giacomo Zeni

 

Associazione Non Lucrativa di Utilità Sociale – ONLUS

 FRANCESCA MESSINA

WWW.FRANCESCAMESSINA.ORG

Attività di volontariato: Promozione sociale e raccolta fondi per la ricerca, diagnosi e cura di malattie rare  (reumatiche)

Via Isonzo, 77
34071 CORMÒNS (Gorizia)
Italia
Tel. & Fax 0481 630643 (fax di cortesia: 0481 60424-60300-630544)

e-mail: carlo@relazioninet.it

Nata di getto, a seguito della forte e dolorosa emozione per la perdita di Francesca, 31 anni, a causa di malattie rare, Carlo Maria Laorenza di fronte a questa ineluttabile situazione di grave lutto, ha voluto fortemente che la Sua Francesca fosse ricordata da tutti per come aveva vissuto, ma anche per aver "dato tanto" affinché coloro che disgraziatamente saranno aggrediti da malattie rare reumatiche potranno ricevere le giuste cure, atte ad assicurare loro la completa guarigione.

Da qui, subito, la decisione di realizzare questo sito, con il quale si intende allargare ed approfondire la conoscenza di tutto quanto relativo le malattie rare reumatiche, dando voce agli interessati – medici e pazienti – e dare il via ad una raccolta di fondi da destinare a sostegno della ricerca per la diagnosi preventiva e le cure necessarie per mettere fine a gravi lutti e/o a dolorose sopravvivenze fortemente invalidanti, senza speranza.

Gli studi sono già in corso, anche presso il Policlinico Universitario di Udine con la guida del dottor Salvatore De Vita della cattedra di Reumatologia dello stesso Policlinico friulano.

All’esigenza associativa rispondeva la già costituita, dal 1990, associazione (noprofit) di volontariato FENICE, di Cormòns, alla quale avevano da tempo aderito Francesca e Carlo.

È stato sufficiente che i responsabili della Fenice confermassero lo spirito di solidarietà che è proprio dell’Associazione ed aggiungessero alla propria denominazione il nome di Francesca Messina. Poi predisposero prontamente l’apertura di un conto bancario apposta per la raccolta di fondi a sostegno della ricerca, per le diagnosi e cure di malattie rare presso il Credito Cooperativo – CRA di Lucinico, Farra e Capriva, filiale di Cormòns (GO), Via Pozzetto, cod. ABI 08622 CAB 64550 C/C n 003000187773, ove già affluiscono le donazioni.

È stata concordata, su suggerimento del dottor De Vita, una libera collaborazione con l’Associazione Malati Reumatici del Friuli Venezia Giulia (A.MA.RE.) con sede in Udine in Via Micesio, 31 – Tel. 0432 501182 (e-mail: amarefvg@virgilio.it – referente la Sig.ra Marinella Monte). I punti di incontro sono:

·                                 partecipazione agli incontri medico/pazienti già organizzati

·                                 disponibilità a partecipare alle attività con comuni finalità

·                                 partecipazione, dall’anno 2007, alla raccolta comune di fondi attraverso la destinazione del 5 per Mille dell’IRPEF con il codice fiscale n°91029290318

·                                 sensibilizzare le persone istituzionalmente preposte e l’opinione pubblica alle problematiche relative alle malattie rare di origini reumatiche

Parole Chiave: ,