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A loro non gliene frega un tazzo

A loro non glien’è fregato un tazzo.

Iniziamo subito con lo stabilire cosa sia un tazzo: un tazzo è, ovviamente, il fratello della tazza (e ognuno può usarlo come meglio crede).

Si sa, ci sono alcuni che non gliene frega niente, altri che gliene frega altamente e, altri ancora, ai quali non gliene frega un tazzo (in fondo ognuno è libero di fregarsene o no come meglio gli pare non credi?).

1. 1873: La prima grande depressione

La crisi economica del 1873, la prima ad essere chiamata Grande depressione, ebbe inizio dopo oltre trent’anni di incessante crescita economica. Il mondo conobbe una crisi agraria, cui si aggiunse una parallela crisi industriale.

Le cause? Aumento della produzione non sostenuto da un’adeguata domanda e l’emergere di nuove potenze nella produzione agricola, come Australia e Argentina.

Nel giro di pochi mesi la produzione industriale degli Stati Uniti cadde di un terzo per la mancanza di acquirenti mentre aumentava a dismisura la disoccupazione.

In quegli stessi anni…

Nasceva quella che sarebbe diventata la General Electric, fondata da Thoms Edison.

Oggi 287.000 dipendenti, circa 40 miliardi di fatturato annuo, utile netto di oltre 3 miliardi di dollari.

2. 1929: La seconda grande depressione

La seconda grande depressione, detta anche crisi del 1929 (grande crisi o crollo di Wall Street), fu una drammatica crisi economica che sconvolse l’economia mondiale alla fine degli anni venti, con gravi ripercussioni durante i primi anni del decennio successivo.

La depressione ebbe alla propria origine contraddizioni simili a quelle che avevano portato alla crisi economica del 1873.

Il commercio internazionale diminuì considerevolmente, così come i redditi dei lavoratori, il reddito fiscale, i prezzi e i profitti

In quegli stessi anni…

Nasceva la Walt Disney, con i primi cortometraggi animati.

Inutile io stia qui a dirti cosa sia la Walt Disney oggi..

3. 2000: La recessione della New Economy

Con Dot-com si definiscono quelle società di servizi che sviluppano la maggior parte del proprio business tramite un sito internet.

Le Dot-com, dopo un periodo estremamente positivo in cui sembrava che tutto fosse possibile, furono le protagoniste, in negativo, della bolla speculativa della new-economy all’inizio degli anni 2000, quando numerose di esse fallirono generando una vera e propria recessione della New Economy.

In quegli stessi anni…

Nascevano colossi come Facebook e aziende del calibro di Amazon consolidavano i propri utili.


La storia? Semplice, seguimi:

  • Si crea un sistema
  • Lo si cavalca
  • Ad un certo punto si rompe qualcosa e quel sistema non funziona più
  • Bisogna creare un nuovo sistema

E poi? E poi si ricomincia. E’ ciclico. Fa parte della storia, della storia dell’uomo.

E durante quei periodi in cui “il sistema sta cambiando” che si fa?

Beh, dipende.

Ci sono quelli che aspettano che qualcuno lo aggiusti, è più che lecito. L’unico problema è che poi però devono essere disposti a giocare con le regole di chi quel sistema l’ha creato.

Poi ci sono quelli che si lamentano e si disperano per la situazione. Attenzione, a volte ci sono veramente situazioni al limite e qualsiasi stato d’animo è comprensibile. Comprensibile ma non approvabile, permettimelo (non potrei essere proprio io a dirti il contrario). Permettimelo perchè, malgrado tutto, questa è una soluzione che non porta troppo lontano.

E poi ci sono quelli ai quali non gliene frega un tazzo (vedi sopra).
Magari si lamentano e si disperano anche loro, per 10 minuti.

Poi si tirano su le maniche, inventano nuove regole, nuovi sistemi: e li cavalcano.

Una volta lessi su un libro qualcosa del genere:

“I se e i ma sono il linguaggio dei falliti,
le persone che possono vincono nonostante

Non sono d’accordo sul termine falliti, ma sul resto si.
Non si tratta di essere falliti o no, si tratta di vivere o lasciarsi vivere, di decidere o subire le decisioni (degli altri, del mercato), di vivere in costante attesa piuttosto che in grande anticipazione.

Le persone che possono vincono nonostante..
Belle parole? No, fa parte della storia, della storia dell’uomo.

E ora che si fa?

Beh, a te la parola.

Più che puoi, sempre.

37 Commenti + Aggiungi Commento

  • Italo, hai scritto un’articolo semplicemente GRANDIOSO! Grandioso perchè sintetizza in maniera molto forte quello che ho imparato in anni di formazione, ma soprattutto di vita.
    Quello che mi preoccupa non è tanto la crisi economica del nostro Paese, quanto l’incapacità di molti di reagire in modo positivo. Certo, c’è molta rabbia ..o “intazzo” se preferici-:)). Comprensibile, vista la situazione. E’ pur sempre una forma di energia che in un modo o nell’altro deve esplodere, ma come?.
    ..In manifestazione di Piazza? NO! …Con la violenza? TANTOMENO!
    ..Compiendo gesti estremi di autolesionismo?
    Provo una pena infinita per queste persone, ma temo che tra non molto saranno dimenticati. NEMMENO QUESTA E’ UNA SOLUZIONE!

    Penso che invece sia il momento di smetterla di piangersi addosso, di guardare meno Tv e rimboccarsi le maniche.Di mettersi in gioco, di cercare sbocchi di lavoro e di idee che escano dagli schemi nei quali siamo rimasti prigioneri. Penso sia giunto il momento di smettere di “dare la colpa agli altri” e prendersi la “responsabilità personale” di quello che accadrà ” Da oggi in poi”.
    Sono orgoglioso di essere italiano, non foss’altro perchè nel DNa degli italiani è insita tanta intelligenza, forza e creatività. Sono doti che non si comprano, Adesso ‘ giunto il momento di Tirarle Fuori!

    un caro saluto

    • Questione di atteggiamento.
      E’ giunto il momento Massimo, sono d’accordo con te.
      Grazie,
      Italo

  • Grande Italo… come al solito! :)
    Interessante il concetto di Tazzo… ti citerò, se ne farò uso ai corsi!
    :-D
    1abbraccio a tutti!
    Josè

  • Ottimismo ad oltranza ,positivita’ per se e poi trasmetterla agli altri con i quali si entra in contatto,vedere sempre il bicchiere mezzo pieno,l’entusiasmo e’ contagioso …dobbiamo infettare piu’ persone possibile con la positivita’, con il sorriso e quando posssiamo porgere anche una mano al nostro prossimo,solo cosi’ ne usciremo fuori… ne sono sicuro ,troppo ottimista? bisogna esserlo ancora di piu’… PIU’ CHE PUOI. Grazie Italo .

  • Direi… e che Tazzo! ci voleva un articolo così.

    La gente è depressa perchè la riducono / si riducono così, i media e tutto quello che ci circonda fa il possible per terrorizzarci, ma basta smettere di guardare in quella direzione e tutto diventa più semplice a mio avviso.

    Molte persone che conosco che non lavorano sono in costante ricerca nonostante gli parlo di infomarketing, e guadagni online possibili (non facili o immediati) ma un modo per iniziare a costruirsi qualcosa invece che andare a lemosinare un lavoro dalle altre persone, bisogna inventari un mestiere al giorno d’oggi.Ho una famiglia molto corposa e molti dei miei cugini sono a casa a non fare nulla, ma mica che si sbattano a inventarsi qualcosa, no stanno li a lamentarsi dicendo no c’è lavoro oppure sono momenti duri, etc.. e sto parlando della mia famiglia, chissà quante persone ci sono la fuori che pensano NEGATIVO … è tutta una questione di mentalità, la ricchezza e la povertà la decidiamo solo noi, certo c’è un ruolo importante che si chiama (destino,dio,universo,probabilità etc..) ma sicuro se pensiamo che ogni cosa che facciamo si basa su queste appena scritte allora possiamo stare fermi e non fare nulla.

    determinazione, ottimismo, autostima sono e parole che possono salvare noi stessi.

    • Benissimo, allora tu contattami, ci creiamo i nostri soldi (li chiamiamo scudi, come nel medioevo), ne stampiamo a decine di migliaia, quindi da quel punto di vista diventiamo miliardari, li facciamo del valore equivalente alla moneta corrente (1 scudo vale 1 euro) dopodichè andiamo insieme al supermercato a fare una bella spesa, poi voglio vedere cosa dici alla cassiera e alla polizia.

      • X GIANLUNCA: Non ho capito quello che hai scritto che tipo di relazione abbia con quello che ha scritto Alessandro. Mea culpa credo.

        • Era una provocazione. Vogliamo decidere noi la ricchezza, non essere “decisi” dal mercato ? Bene, se l’euro non l’abbiamo scelto e non ci va bene, creiamo una moneta complementare, come fanno tante piccole comunità presenti nel paese. Qui a Roma un tentativo l’hanno pure fatto.

    • Grazie Alessandro,
      e la gente di cui parli ti conosce bene, dovrebbe avere fiducia in te.
      Eppure molte volte è proprio così, chi ti sta più vicino non reagisce.

      Ma tutti noi siamo qui per un segnale forte, e che tazzo!
      Grazie, Italo

  • Scoprire le tue passioni è un viaggio in divenire che ha diverse fermate, ma scorre su rotaie infinite.
    Per Battere la crisi e dominare il cambiamento Fai fruttare le tue passioni .
    Pensa a quello che ti piace fare , pensa a quello che sai fare meglio , apri un blog e fatti conoscere con etica e onestà . I risultati arriveranno .
    PIU’ CHE PUOI mi ha aperto una porta sulle Infinite possibilità del Web , ringrazio Italo e I suoi collaboratori Coacher ( Si scrive così ? ) per questo !!

    Ciao e Buona Pasqua a Tutti !!!

  • Sono d’ accordo con te….i se e i ma non servono a nulla….giustificano solo l’ incapacità…..Grazie Italo

  • Mi sembra una analisi corretta e che può essere divulgata a beneficio delle persone che vogliono leggere. Stiamo anche vivendo un momento di terrorismo mediatico ( forse proprio sostenuto dalle grandi oligarchie dei poteri). La gente come me ( sono un pensionato dell’artigianato ed ho 72 anni) ,nonostante l’esperienza di vita , comunque prova sentimenti di perplessità sia reale che morale.Dal mio piccolo punto di vista ho la sensazione che si voglia diffondere (sempre per parte dei mass-media pilotati) una generalizzante sfiducia.Ma senza fiducia non si va’ avanti! E’ vero quanto fà percepire Il Vostro articolo ; è importante seguire l’esempio di uomini come Edison! E allora avanti con la crisi perchè è meglio una momentanea crisi che una permanente stasi! Tiriamoci su le maniche e fiducia,fiducia,fiducia!Primariamente in noi medesimi e nella vita. Auguro a tutti salute ,lunga vita e buona fortuna. Sandro

    • Ciao Sandro, grazie per la tua apertura/testimonianza.

      Vero, siamo all’interno di un meccanismo, di un “sistema” più grande di noi.
      Ma ogni sistema ha i suoi punti deboli e, ogni sistema, vive di microsistemi,

      Nella nostra cerchia possiamo fare la differenza, per noi stessi e per gli altri.
      Grazie Sandro.
      Italo

  • E poi, scusate, questi sono ragionamenti che potete fare ad una platea di giovani (dagli 0 ai 50-55 anni). Ma una povera anziana di 78 anni (è successo a Gela, in Sicilia), che vede tagliata la sua pensione di 200 € da 800 € a 600 €, secondo voi, ha la testa, le capacità per comprendere il vostro ragionamento ? O piuttosto si fa prendere dal panico perchè improvvisamente non sa più come fare per pagare le incombenze mensili e fa un gesto disperato buttandosi dal balcone ?
    O mia nonna che ne ha 88 e cerca di campare con 600 e qualcosa rotti al mese ?
    E tutti gli anziani del paese, che sono chi su una sedia a rotelle, chi col tutore per camminare, chi deve convivere ogni giorno con malattie cronico-degenerative e dolori continui ? Li tagliate fuori dal vostro discorso ? Loro non devono pur vivere dignitosamente ?

    • Certo Gianluca,
      diciamo che mettere tutto dentro lo stesso articolo lo avrebbe fatto diventare caotico.

      Il discorso vale anche per i bambini no? Che gli dici ad un bambino che vede suo padre licenziato e rimane senza regalo il giorno del natale?

      Come si dice..tutti dentro, tranne bambini e anziani. Per loro ci pensiamo noi.

  • Sono d’accordo con voi. Dove ti giri giri, parlano di crisi… e che tazzo!! Vero, ci sono famiglie che vivono situazioni di difficoltà reali, che si sbattono e davvero non riescono a trovare il “loro” modo per fronteggiare il momento. Ma tante persone si assuefano alla situazione: lamentarsi è meno impegnativo che alzarsi le maniche e inventarsi qualcosa.. recriminare sugli altri è più facile che assumersi le proprie responsabilità. Ho un figlio di 29 anni che sei mesi fa, insieme alla sua compagna, hanno lasciato il “posto fisso” (e che posto fisso!!) per diventare liberi imprenditori, con tutta la fatica fisica e mentale che questo ha comportato. E giorno dopo giorno fanno la loro parte, nel loro piccolo hotel, e da soli si stupiscono di come le cose stanno andando bene :-)) E presto anch’io farò la stessa scelta, perchè se devo lavorare fino a 62 anni, voglio lavorare e fare quello che ho scoperto che mi piace fare.
    Facile tutto questo? Certo che no! Ma se è fattibile per me, che ho 51 anni come può non essere fattibile per tutti i giovani che si avvicinano al mondo del lavoro? O per chi del lavoro resta senza?

  • Caro Italo, grazie e complimenti !!!! la butti la’ un pò ironica, stringata il giusto e colpisci sempre al centro,ho fatto mio il tuo motto “c’è sempre un’altro modo di vedere le cose” ed è già bastato questo per migliorare la mia vita,riesco a leggere il giornale e a farmi delle risate,
    ho imparato una nuova lingua cioè adesso capisco quando parlano i politici,prima li ascoltavo e non afferravo il senso ora so che non vogliono dire e non capiscono un….. tazzo!!!!!
    Ho sempre messo le maniche corte per non perdere tempo a rimboccarmi la camicia,avevo un solo modo di vedere le cose. Grazie e tanti auguri di buona Pasqua a tutti.

  • io ho sempre pensato che nella vita si può sempre migliorare anche se siamo nel fango prendendo spunto dal buddismo occorre mettere delle buone cause per raggiungere ottime conseguenze o risultati per il nostro presente che per me è già futuro.Io da bambino ho sempre puntato in alto per colpire il cielo ed ho scoperto che adesso oggi io posso essere l’artefice del mio destino solo se dimentico i se e i ma.C’è sempre una via d’uscita dai problemi pensando che non esistono, esistono solo le risoluzioni senza lasciarsi condizionare dalla crescente negatività in relazione alla crisi.le crisi passano così come tutte le cose passano da un modo di essere ad un ‘altro occorre canbiare dentro per cambiare fuori e la legge del mutamento.
    Buona Pasqua
    tenetemi informato attraverso i Video del PNL e i libri per partecipare ai corsi o master per diventare come voi un vero personal COACH anche se non dispongo attualmente di danaro sufficiente aiutatemi a trovare un lavoro che mi porti in modo naturale e progressivo e d impegnativo in quella direzione.
    Grazie e tantissimi auguri dal
    Cantautore
    Salvatore Di Roberto

    • Certo che le crisi passano, tutto passa, è temporaneo, impermanente, anche questa terra lo è, se pensiamo che fra 5 miliardi di anni verrà inghiottita dall’espansione del sole.
      Il problema non è se passa la crisi ma quanto danno deve fare prima che sia passata e come si può fare per diminuire le disuguaglianze e le sperequazioni economiche.
      Certo che si può sempre migliorare, ma prima bisogna essere consapevoli di esserci, nel fango.
      Purtroppo il problema fondamentale che questa società deve affrontare – anche se questo non è il tema del topic – è la sostenibilità, in tutti i suoi aspetti ma fondamentalmente, e ordinandoli per livello di importanza, sono quelli ambientale, sociale ed economica e in ultimo viene la finanza, perchè a stampare i soldi non ci vuole nulla, ma non si possono riportare in vita i morti.

  • E’ dai momenti di grande difficoltà’ che nascono grandi opportunita’. E’ il momento di rimboccarsi le maniche e cercare nuove soluzioni, nuove idee, e se si trova un’idea valida e questa viene condivida da tante persone allora acquista valore, forza .. e quando un’idea diventa forte allora tutto e’ possibile !!

  • Caro Italo è sempre bello leggere le tue mail.Anche io la vedo così.E’ veramente un momento del Tazz,ma io voglio vincere ugualmente.Io voglio realizzare Ugualmente.Io ho una mente e la voglio utilizzare per farmi portare nella giusta direzione.I momenti di difficoltà portano le soluzioni e le soluzioni portano un nuovo sistema ed il benessere.
    A presto Massimo

  • Non avevo alcun dubbio che non gliene fregava un tazzo. cmq sto aspettando scuse ufficiali e di persona. Altrimenti? Altrimenti ci arrabbiamo.

  • Il Mio pensiero é stiamo combattendo una guerra economica, giusto!!!! Però chi la sta pagando non sono quelli che l’hanno creata … Sono i soliti onesti… Secondo il mio parere è cosi… Punto.!!!!

  • Ciao italo che ne pensi della crisi italiana,questo personaggio che ci comanda al governo per me non ha capito un tazzo,vuole mandare l’italia alla fame e in miseria solo tasse tasse ma crescita nulla o poco.Tu che ne pensi ne usciremo vincenti o sfigurati?Grazie Italo che esisti.

    • Per Renzo, Maurizio e Gianfranco, provo a rispondere io :

      Parto dall’ultimo (Gianfranco): se fossi un PNLlista, ti direi subito che hai usato parole dubbiose:e “allora? credo che sia quella giusta e non me ne frega una Tazzo!”
      Il termine “credo” per i PNLlisti (tra cui annovero Italo), è come l’acquasanta per il diavolo, non va bene, perchè già nella parola stessa è insito il germe della possibilità (e se poi non è così?), mentre invece avresti dovuto usare una grammatica conversazionale che ti infonde sicurezza, quindi sostituendo “sono convinto che” a “credo”.
      Se semino bene arriverà il omento di raccogliere! tu cosa pensi?
      Pure qua Italo avrebbe cacciato un urlo, perchè è una ipotetica e metti il dubbio davanti a quello che stai facendo, poi hai fatto un doppio errore, secondo i PNListi, perchè hai usato il “se” (che secondo loro non va bene, perchè non è da “vincenti”) e il futuro nella proposizione principale, in questo modo quasi delegando al fato il risultato che ti aspetti. Avresti dovuto cambiarlo in “dato che sto seminando bene, sono sicuro che le mie forze, unite alle coincidenze positive che invoco per la legge dell’attrazione, ottengo (attenzione, si usa il “presente”, si presentifica l’attesa) il risultato che mi prefiggo (o che voglio).
      Poi Italo, come tutti gli altri PNLlisti (Giacomo Bruno, Daniela Moretti etc…) rovesciano la logica temporale, cioè loro dicono “se hai ottenuto è perchè ci hai messo la volontà e hai seminato bene”, “se hai ottenuto il risultato che volevi è perchè l’hai voluto e ti ci sei messo di impegno”. Messa in questo modo – permettetemi una critica – è una frase da astrologhi, nel senso, è infalsificabile, tu parti da un “dopo” per spiegare il “prima”, “se non hai ottenuto quello che volevi è perchè non ci hai messo abbastanza impegno, non eri motivato”, è sempre quello che dicono, ed è una frase infalsificabile (non sto a spiegare tutta la logica di Popper, andate a leggere il principio di falsificabilità, che è alla base di tutta la logica della scoperta scientifica), oltretutto non vuole vedere il “come” ottengo un risultato. Io posso pure ottenere un risultato imbrogliando, o prendendo vie trasverse, per non dire illegali, eppure il fatto di ottenerlo non rende la via dell’arrivo più giusta.

      Maurizio:
      “Ciao italo che ne pensi della crisi italiana,questo personaggio che ci comanda al governo per me non ha capito un tazzo,vuole mandare l’italia alla fame e in miseria solo tasse tasse ma crescita nulla o poco.Tu che ne pensi ne usciremo vincenti o sfigurati?Grazie Italo che esisti.”

      Italo secondo me ti risponderebbe dicendoti che ti stai lamentando.
      Ancora non avete capito che i PNListi sono come i cavalli, gli è stato messo il paraocchi e guardano solo davanti, per formazione, dottrina inculcata (penso dai PNLlisti americani), non guardano ciò che non è sotto il loro controllo, loro non si pongono il problema del “perchè le cose vanno così, chi è che muove i fili?”, non criticano le regole del Dio Mercato, non cercano di cambiarle, loro si mettono a tavolino e si dicono “le regole del Mercato sono queste, punto. Come posso fare per sfruttarle a mio vantaggio, sia quando vanno in un senso che in un altro ? Quali strategie posso mettere in atto per sfruttare questo momento di bassa marea per aumentare pubblicità e ricavi ? E’ meglio lavorare come dipendente o mettermi in proprio ? Faccio prima un brainstorming, poi un business plan, poi una ricerca di mercato etc……….”
      Lo spiegò egregiamente Daniela Moretti ad un seminario che ho seguito. Lei disse che la domanda giusta incomincia con “come posso fare a ……?” e non con “perchè ……” e nella sfera della mia attività è inutile che vado a scervellarmi su questioni su cui non ho alcun potere (come appunto le questioni politiche, sociali), perchè, appunto, non ci posso fare nulla, io mi concentro solo su quello che posso fare, ho potere su ciò che rientra nel mio controllo e su quello devo porre tutta la mia attenzione”.
      Per paradosso (qua urterò la suscettibilità di qualcuno, perdonatemi), se i PNLlisti fossero nati nell’era di Hitler, invece di unirsi al Progetto Valchiria e spodestarlo, si sarebbero uniti al Generale Himmler e avrebbero guadagnato fior di soli investendo nelle azioni della IG Farben (che ha fatto scoperte scientifiche e milioni facendo esperimenti su cavie umane che erano destinate a morire nell’olocausto), avrebbero investito nella produzione dei Panzer, del gas nervino, per non dire altro. Negli Stati Uniti dei fine anni ’70, invece di unirsi alla voce solitaria di Rachel Carson che disperata urlava che con i pesticidi avremmo ridotto la primavera ad una stagione senza più rondini e uccelli, si sarebbero uniti alla Union Carbide o alla prima multinazionale di turno per fare soldi sulle molecole brevettate, anche se già c’erano scienziati che stavano esprimendo preoccupazioni sulla tossicità delle molecole, non vanno sulla Rainbow Warrior a fermare la baleniere giapponesi, vanno piuttosto dal Direttore Generale delle Vendite e del Marketing della industria del pesce nipponica a dire “voglio entrare nel vostro proficuo circuito di distribuzione e commercio di carne di balena, perchè il trend statistico che ho studiato mi ha mostrato un profitto del xx% e rendimenti annuali crescenti”.
      In sintesi, loro fanno discorsi come un manager d’azienda, secondo la loro impostazione mentale tu puoi vincere indipendentemente da tutto, cascasse il mondo, l’euro, saltassero per aria tutti gli equilibri geopolitici, economici, finanziari, i rapporti diplomatici e/o di forza tra le grandi potenze, anche se cadesse una cometa sulla Terra grande quanto la montagna dell’Everest, loro direbbero “ottieni quello che tu vuoi, non ci sono se non ci sono ma”.
      Questo per via dell’impostazione mentale che hanno ricevuto dagli americani. In America è nato il capitalismo, non il comunismo o il socialismo, è la patria dell’individualismo sfrenato, dove una persona crepa sulla strada e nessuno si mette a urlare “aiuto, questa persona si senta male” o a chiamare l’ambulanza, quello può stare morto sulla strada fin quando non si decompone e incomincia ad emettere gas della putrefazione. Forse solo allora lo rimuovono. Se ti senti male e vai in ospedale, la prima cosa che ti chiedono è “ha una assicurazione sanitaria?”, se sì, ricevi tutte le cure possibili e inimmaginabili, ti fanno 3.000 TAC e 10.000 risonanze, altrimenti puoi pure schiattare ma non dentro la sala d’attesa, altrimenti fa scappare i clienti.
      Poi in America non ci sono stati episodi di dittatura, è nata democrazia ed è ancora (almeno formalmente) tale, in Italia invece siamo alla deriva, se qua scoppia una nuova dittatura, quelli come Italo non è che impugnano la baionetta e lottano con i partigiani, prendono l’aereo e se ne vanno via in Australia.
      Comunque, in sostanza, secondo me, un PNLlista ti direbbe che ti stai lamentando, non ti concentri su quello che puoi fare ma perdi tempo e risorse mentali su una cosa su cui non hai potere e apprendi solo un senso di impotenza, frustrazione che non ti è di aiuto.

      Renzo:
      “Il Mio pensiero é stiamo combattendo una guerra economica, giusto!!!! Però chi la sta pagando non sono quelli che l’hanno creata … Sono i soliti onesti… Secondo il mio parere è cosi… Punto.!!!!”
      Pure qua Italo avrebbe cacciato un altro urlo, dicendo che ti stai lamentando e non ti concentri su quello che puoi fare per te. Stesso discorso precedente.

  • …le partite più difficili si vincono “DIVERTENDOCI”

  • e bravo Italo!
    e basta con qeusto pessimismo che ci sta legando le ali!
    Io due anni fa ho perso il lavoro come dirigente e a 52 anni mica e facile trovare qualcuno che vuole scommettere su di te! e allora che faccio?
    Semplice! mi metto in proprio e faccio il consulente origanizzativo e vade per le aziende a ribaltare l’organizzazione e cerco di far funzionare meglio l’azienda e magari l’imprenditore si rende conto che se lavora sulle sue persone in modo diverso forse la sua azienda comincia a essere più efficace, efficente e riesce anche a stare sul mercato in modo splendido….
    Mica facile far digerire queste cose a imprenditori italiani che quando entri in casa loro ti guardano con due occhi sospettosi, quasi rubassi i loro soldi invece che fargliene guadagnare di più!
    Non facile la mia scelta!
    e allora? credo che sia quella giusta e non me ne frega una Tazzo!

    Se semino bene arriverà il omento di raccogliere! tu cosa pensi?

  • ..credo profondamente che ci sia sempre “un modo diverso” di vedere le cose..

  • ..Volete un tazzo di esempio di questa belin di crisi? Io, sono l’esempio…51anni, sempre lavorato, ero dipendente unico di un punto vendita, il business era ok (certificato)…eppure questo terrorismo ha portato l’azienda a chiudere (lo so, commercialmente un suicidio assistito…)…e mi trovo LIBERO DAL LAVORO (non disoccupato)…a 51anni.Meno male che il cervello è quello di un 30enne…(il fisico di un40),,sennò mi ero già buttato dalla scogliera…Un abbraccio a tutti..Ottimo questo blog…

  • Italo, fai bene a svegliarci quando ci addormentiamo nell’attesa spasmodica di un miglioramento che ci venga dall’alto. Grazie

  • Condivido in pieno le opinioni positive sopra descritte-Il principio che da tempo mi ispira in ogni circostanza e’ che in ognuno di noi dalla nascita c’e’ un potenziale e dallo svilupparsi di questo potenziale possono nascere grandi cose, ma purtroppo spesso viene usato in senso negativo poiché ‘non crediamo in noi stessi, ma se solo ci impegnassimo a modificre la nostra visuale tutto cambierebbe. Non e’ retorica, ma ho sperimentato questo sia sul lavoro che in tema di salute e la nostra volontà interiore può tutto. Grazie per l’opportunità di condividere le idee.

  • Aggiungo che la Disney, oltre a essere nata in un momento economicamente sfavorevole come la crisi del 29 (obiettivamente peggiore di quella di adesso) ha dovuto affrontare una serie di altre crisi “interne”, rischiando più volte la chiusura dei famosissimi studios di cartoni animati.

  • Concetti sintetici, pratici e chiari, anche dopo la grandine, il gelo, la neve, la terra continua a produrre, dove finisce qualcosa, bisogna iniziarne una nuova.
    Ottimo articolo Italo!

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